UMOR.IT, Giuseppiello (1)

Il mio primo racconto.



Vi voglio dire ciò che nelle Marche, durante una vacanza durata dal 24 giugno al 1 luglio del 2000 due miei amici che senz'altro voi conoscete (Ambrogio e Stefano) hanno combinato a me facendomi arrabbiare e spaventare.
A loro due si aggiungevano due ragazzini più piccoli di me, i quali avevano 9 e 11 anni e mi sembravano davvero due piccole pesti!
I 4 erano sempre d'accordo a lavarmi proprio perché sapevano che non mi piaceva questo tipo di scherzo, e Stefano era il capobanda. E' stato lui che alla fine ha permesso che io venissi bagnato dagli educatori dalla testa ai piedi quando col suo amico Fabio, all'insaputa di tutti quanti, è andato in un negozio a comprare dei palloncini per riempirli d'acqua e fare dei gavettoni con i quali lavare gli educatori.
Però loro sono stati furbi, in particolare Giorgio, al quale è sempre piaciuto animare l'atmosfera nelle gite cui ha partecipato, appunto in qualità di educatore/accompagnatore. Ho saputo dal mio amico Stefano che nel '96 ha buttato un ragazzo nel mare con tutto l'accappatoio che aveva indosso soltanto perché si era distratto durante un gioco che richiedeva concentrazione. Questo giovane poi fu anche legato ad un pilastro dell'albergo, arrotolato in un lenzuolo e sommerso con schiuma da barba dopo essere stato lavato con acqua freddissima per tre ore e mezza.
Fosse capitato a me avrei fatto la grattugia piegando la testa indietro e scorreggiando in faccia a tutti, oppure avrei dato loro la bevanda color tè che poi vi spiego cos'è.
Giorgio, nelle Marche, ha poi preso i gavettoni che il mio compagno Fabio aveva messo incautamente chissà dove e ha lavato tutti tranne Stefano che era rimasto nella stanza. I miei amici di stanza invece di dirmi che stava arrivando l'acqua verso di me, ... se ne sono andati ricevendo in ogni caso la loro esigua lavata, mentre su di me sono piombati per intero i 6 gavettoni + le 6 pistole ad acqua che intanto erano state caricate pigliando l'acqua aprendo i rubinetti delle stanze del campeggio.
L'ultima mattina in spiaggia io sono stato completamente bagnato e pian piano mi sono spogliato, finché alle 12.30 sono rimasto in mutande.
Olè! che ne pensate? Come vi sembrano i miei amici di viaggio?
L'ultima notte Stefano mi ha lavato il lettino con un bicchierone di birra e io ho urlato alle ore 2! Giorgio ha sgridato lui, Ambrogio e Fabio e io ho pianto menandomi col bambino più piccolo di tutti perché lui fa: Uepè, ma la smetti di far casino in piena notte? Io gli ho dato uno schiaffone in faccia ed un calcio negli stinchi e ho triturato la sua manina sotto il mio testone in movimento retroattivo (scusate il mio italiano imperfetto!). E' così che si dice, no? O movimento regressivo? Datemi dei lumi!
Ambrogio, Fabio e gli altri me ne hanno fatti di scherzi, io ho sempre sopportato.
Nel 2001 avevano detto che il walkman era stato buttato giù dal balcone dell'albergo di Loano, invece ce l'aveva Ambrogio dentro le mutande!
Il cellulare si trovava nella borsa di una ragazza di nome Stefania, che era pazzamente innamorata di Ambrogio (almeno io questo ho capito mentre giravo la testa tutta verso destra).
Poi chiudiamo con una risatissima!
A Porto Sant'Elpidio provincia di Perugia o di Ascoli, questo non ricordo, però era nelle Marche e lo so per certo, quando dovevo entrare nella doccia non trovavo lo scalino e cosa ho fatto? Ho alzato il piedino sinistro salendo sul lavandino!
Arriva Fabio e fa: "ma che disastro combini? Ci sei salito sopra (cioè sul lavandino) e mò oltre a rischiare di spaccarlo in due ci vorresti scorreggiare e pisciare dentro? Ma buttati nella doccia e statti zitto!".
Il mio amico di stanza m'ha trascinato facendomi urlare perché ha bloccato il movimento della mia testa che penzolava e girava verso sinistra, m'ha messo nella doccia e se n'è andato. Io ho gridato: "il rubinettoooooooo!!! L'acqua, come faccio a regolarla, aiutooooooo!!!! Mamma voglio tornare a casa a sdraiarmi sul lettoooooo!!! Che l'acqua qui brucia e io soffro! Caro walkman e caro cellulare, siete i miei migliori amici anche se le pile sono scariche, le cassette si sono incastrate e il credito è sceso a zero, venite a soccorrermi!"

Ambrogio ha riso forte e Stefano al pari di lui. Poi trovata l'acqua mi sono insaponato e nel frattempo Fabio ha fatto cadere per terra la chiave della porta del cesso che naturalmente era chiusa a chiave da dentro!
Così dovevano venire i pompieri esfondare la porta con me ancora nudo e bagnato e che per di più giravo la testa tutto spaesato.
Ambrogio fa: Uepè ma apri sto tombino e non fare lo sciocchino!
Andrea compagno di Fabio mi chiamava fesso, scemo e Picaciu invecchiato. Si riferiva ai Pokemon o Digimon che siano, non chiedetemi di cartoni animati, parlatemi al massimo di Sandocànn! Spero di aver scritto giusto, col turco e con il finlandese ho zero confidenza.
Forse conosco più il foggiano che l'italiano ma non mettetemi alla prova, se no divento un ciambellano!
Comunque la storia della chiave è andata così: che io alla fine ci son finito con l'unghia dell'indice del piede sinistro e l'ho intrappolata tra il pollice e l'anulare muovendo la testa all'indietro, poi col piede sollevato e la testa penzoloni nel lavandino pieno d'acqua sporca più la mano sinistra aggrappata alla maniglia cercavo di mettere la chiave nel buco, poi Ambrogio sfottendomi e ridendo assieme a Stefano fa: "fuocherello, fuochetto, fuochino, quasi arrivato, dai che ci siamo, fuoco! Bravo Giuseppiello!
Ora vediamo come gira la chiave! Tre, due, uno... ancora non riesce... mò scassa la serratura! Evviva adesso Fabio piglierà il cellulare e chiamerà i pompieri!!"
Invece, cari ragazzi, ho girato la chiave uscendo ancora bagnato e lasciando il pavimento allagato, e l'educatore Davide ha reclamato.
Entra l'educatrice Simona e fa: ti stai asciugando?
Sì! Dico io. Con l'asciugamano!
Usa l'accappatoio! Esclama Simona.
Non lotrovo... e poi non c'avevo pensato!

Però la chicca della mia infinita avventura sotto la doccia è questa: avevo messo la roba sporca un po' nel bidè (si scrive così vero?) e un po' sullo specchio facendo ammuffire il pettine di Ambrogio e il biuti cheis (questo è inglese, no? Lo pronuncio così quindi si scrive in questo modo!) di Andrea dentro cui c'era il mio spazzolino pieno di tartaro di denti lavati due settimane prima.
Non trovavo i calzini e ho detto: Ambro, i miei nuovi calzini gialli e puliti dove sono?
Risata generale per il fatto che fossero gialli e secondo Stefano erano calzini da cafone del 1400. Ambro ha risposto: sotto il tuo cuscino o nel letto di Fabio!
Stefano ha aggiunto: sotto il culo del piccolo Picaciu che ti sta sfottendo (si riferiva ad Andrea).
Entra Davide l'educatore e fa: non è, ragazzi, che Uepè ha messo i calzini sporchi e puzzolenti nel congelatore?
Stefano e Ambrogio davvero non si sono tenuti e mi hanno preso in giro fino all'una della seguente notte. Io poi faccio: raga! Ma mi ricordo... forse sono sulla maniglia della porta del bagno!
Fabio cerca ma non trova niente. Poi arriva Cristina molto nervosa come gli altri tre educatori in quanto tutti erano pronti mentre io ero ancora soltanto in mutande (per di più quelle vecchie ed alonate perché le nuove avrei poi scoperto che si trovavano sotto il materasso di Ambrogio dove le aveva messe Fabio mezz'ora prima ad insaputa di tutti), e dicevo... Cristina ha esclamato: ma ce l'hai il cervello o l'hai lasciato a casa nel caso tu ce l'avessi? Risatona di Ambrogio, poi Stefano entra in bagno col naso tappato e apre il suo borsellino con pettine, sapone e dentifricio e si pettina bagnandomi la schiena e notando con sorpresa che la sua roba è l'unica in tutta la stanza ad essere in perfetto ordine. Poi poggia il borsellino sullo specchio e dice: aò! Fabiooo! Vieni e guarda sta robaccia! Sono dei calzini... forse quelli strausati di Pippo? Sta' a guarda' se so ggialli!
Fabio dice sì, Davide mi osserva sconcertato, Ambrogio e Stefano sono crollati dalle risate che non la smettono più e io sarò da quel giorno in poi oggetto di qualunque scherzo bello e brutto da parte di compagni ed educatori. Anche le due ragazze che erano calme e tranquille per i fatti loro, mi sfottevano sotto la direttiva di Ambrogio quando io ero presente e mi chiamavano Fantozzi il fallito junior.
Nel 2001 poi non credevo che Loano fosse posto di mare e sono andato con la roba per città e montagna. Praticamente sciavo sulla sabbia e credevo di andare sulla slitta nel mare trascinato da Giorgio ed Ambrogio.
Sul treno ho fatto squilli a tutti e non mi son preoccupato se là c'era il mare o no, così almeno dicevo a mia mamma: portami la roba per il mare che in Liguria ci sonole spiagge!
Io che pensavo Loano si trovasse nell'entroterra Umbro, in quanto l'Umbria è attraversata per tre quarti dal canal Grande e per due quinti dal Tirreno, così ho letto sull'atlante in seconda elementare, e neanche ho fatto parlare i miei con Giorgio per sapere se c'era o no il mare... insomma ho fatto la più grossolana idiozia dei miei 18 anni di vita vissuta!
Ho lasciato a casa il caricatore del cellulare ed in tre giorni ho bruciato una scheda da cinquanta mila lire facendomi prendere in giro. Tutti mi chiamavano walkman dipendente e cellulare morto. Poi c'era Samanta, tipa alla quale io toccavo sempre il viso e il reggiseno sbottonato perché le facevo lo scherzo: con la testa roteante glielo sganciavo da dietro facendo scendere le sferette e Fabio s'arrabbiava ma Samanta non capiva. Insomma io secondo Ambrogio rendevo "quella poveretta davvero indecente" (parole testuali sue e di Fabio) mentre lei "si illudeva di aver trovato il principe azzurro suo protettore e fedelissimo compagno di vita dal formoso e placido aspetto" (questi sono versi poetici pronunciati da Giorgio e integrati da Ambrogio).
Una volta lei mi chiamò e io dissi: no, s'è scaricato il cellulare!
A tavola pigliavamo gli stessi piatti (cioè le stesse cose da mangiare nel medesimo piatto) e stavamo sempre vicini, tutti ci dicevano: "siete la copia umana!".
Va be, io mi sono divertito che è una meraviglia a raccontarvi queste storie.

Vi saluto Ciao
Il Mulino A Vento

 

             


E adesso beccati queste freddure e vignette prese a caso!



"Al mattino preferisci tè o caffè?"
"Al mattino preferisco che non mi si facciano domande!"

- Fai uso di cocaina? - No, mi piace solo l'odore!

Non mi hanno mai spaccato i vetri dell'auto perche' ci avevo scritto sopra:
"Non spaccatemi i finestrini perche' non ho l'autoradio!"
Ma ieri, al posto dell'auto, ho trovato un biglietto con su scritto:
"Fa niente, all'autoradio ci pensiamo noi!"

Una bruna e una bionda stanno andando in auto. Ad un tratto un uccello fa il suo bisognino che si spiaccica sul parabrezza.
«Bisognerebbe ripulirlo...» fa' la bruna.
E la bionda, affacciandosi dal finestrino e guardando in su: «Eh no, purtroppo e' gia' troppo alto...»