Aeniyŕnen ,
aggettivo superlativo che indica il massimo in un apprezzamento.
La parola che rende maggiormente l'idea nella nostra lingua e' il termine: "fantastico".
Ainěsha,
libro, volume, componimento poetico, o raccolta di pergamene che trattano lo stesso argomento.
Da non confondere con l'Áennalien, o raccolta di annali, come ad esempio l'Áennalien Árkoneal, che narra la storia di Árkon, mentre l'Arkněenen Ainěsha, narra le vicessitudini del Dio Ark.
An,
pronome personale, seconda persona singolare e plurale.
Veniva indistintamente usata quando ci si rivolgeva a chiunque, a prescindere dal rango o dal ceto sociale.
Deiniyŕva ,
sostantivo singolare e plurale.
Termine generico con cui gli immortali chiamavano se stessi.
Eal,
genitivo classico, riferito solamente ai nomi propri, esclusi i nomi di persona:
Áennalien Árkoneal: gli annali di Árkon.
Čor,
seconda persona singolare del verbo essere.
an čor: tu sei.
čntean ,
participio passato del verbo andare.
Evčil,
rafforzativo generico che precede il verbo quando si vuol far risaltare il valore dell'aggettivo che lo precede.
Ad esempio:
an čntean evčil čor.
Laar,
come sostantivo significa sia fiore che stella,
ma come aggettivo assume il significato di luminoso, splendente, che irradia luce propria.
Moiniyŕva ,
sostantivo singolare e plurale.
Termine generico con cui i deiniyŕva chiamavano i mortali.
Něenen,
genitivo classico, riferito solamente ai nomi propri di persona:
Arkněenen Ainěsha: il poema del Dio Ark.
Ninda,
sostantivo maschile singolare: pane.
an naahat ninda edazene: tu allora mangerai il pane.
Urumatěye,
sostantivo singolare, si potrebbe tradurre con luogo, terra, mondo.