§ I numeri dallo 0 al 10:
zaenŕ, ah, dha, trah, frah, paanci, diincy, eency, oncy, nahnŕ, dakhŕ.

§

Aeniyŕnen , aggettivo superlativo che indica il massimo in un apprezzamento.
La parola che rende maggiormente l'idea nella nostra lingua e' il termine: "fantastico".


Ainěsha, libro, volume, componimento poetico, o raccolta di pergamene che trattano lo stesso argomento.
Da non confondere con l'
Áennalien, o raccolta di annali, come ad esempio l'Áennalien Árkoneal, che narra la storia di Árkon, mentre l'Arkněenen Ainěsha, narra le vicessitudini del Dio Ark.

An, pronome personale, seconda persona singolare e plurale.
Veniva indistintamente usata quando ci si rivolgeva a chiunque, a prescindere dal rango o dal ceto sociale.


Deiniyŕva , sostantivo singolare e plurale.
Termine generico con cui gli immortali chiamavano se stessi.


Eal, genitivo classico, riferito solamente ai nomi propri, esclusi i nomi di persona:
Áennalien Árkoneal: gli annali di Árkon.

Čor, seconda persona singolare del verbo essere.
an čor: tu sei.

čntean , participio passato del verbo andare.

Evčil, rafforzativo generico che precede il verbo quando si vuol far risaltare il valore dell'aggettivo che lo precede.
Ad esempio:
an čntean evčil čor.

Laar, come sostantivo significa sia fiore che stella, ma come aggettivo assume il significato di luminoso, splendente, che irradia luce propria.

Moiniyŕva , sostantivo singolare e plurale.
Termine generico con cui i deiniyŕva chiamavano i mortali.


Něenen, genitivo classico, riferito solamente ai nomi propri di persona:
Arkněenen Ainěsha: il poema del Dio Ark.

Ninda, sostantivo maschile singolare: pane.
an naahat ninda edazene: tu allora mangerai il pane.

Urumatěye, sostantivo singolare, si potrebbe tradurre con luogo, terra, mondo.