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GENEALOGIA Aèquanor LA LINGUA DEGLI DEI INDICE LA PRONUNCIA LE ANTICHE PERGAMENE RISVOLTO DI COPERTINA
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Gli ultimi inserimenti: i Mooguur, la filastrocca degli elementi, la Jindra Áamala, Miyjìni, l'Arknienen Ainìsha, gli Sciakalà e gli Sciavalaana, il Cauàlana intramàni, Qayh_nsillhnà, Ah_igkny, Cutràyc, i Deiniàva, Ihmurnèat Anyàntalen, i LungiMiranti, l'Áennalien Árkoneal, Annaènteil, gli àrkean, gli Waac_chif_inefarurà, la sfera di Algàrean, il pugnale di Áshnash, le pietre di Algàrean.
Áennalien Árkeal:
antichissimo tomo custodito negli archivi degli
Aikinyàsu.
Narrava le vicessitudini della prima caduta di
Árkon:

Aenteillurnèat:
potente Gran Maestro degli Aikinyàsu, o "Detentori Del Punto Sacro",
un ordine di sapienti, che da sempre si trasmettevano le antiche conoscenze, e che eccellevano in ogni ramo del sapere.
Uno dei quattro membri del
Gran Consiglio.
Fu lui che per primo scoprì e studiò la mappa della
Terra di Ikèsu, e che ne comprese a pieno l'importanza.
Fu proprio da questo che ebbe inizio questa grande epopea, dopo i secoli della "lunga notte".
Ah_igkny:
unico Dio venerato dagli
Waac_chif_inefarurà.
Si manifestava sotto forma di fuoco, perciò ogni fiamma era considerata sacra.
Aikinyàsu:
o "Detentori Del Punto Sacro".
Un tempo era un potente ordine di sapienti, che eccellevano in ogni ramo del sapere, e che da sempre si trasmettevano le antichissime conoscenze.
Algàrean:
splendida ed ineguagliabile dimora del Dio Árk che creo' sul fondo del mare, quando un giorno Egli decise che non erano i cieli la casa degna d’un Dio.
Lì, nel piu' profondo degli abissi, Ark edificò la sua città, e la chiamò Algàrean,
poiché nessun luogo reputava migliore delle profondità marine,
amando in maggior misura la pace e la tranquillità supreme.
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Algàrean, sfera di:
"Mai ci fu un tempo in cui prezioso gioiello pote' esser forgiato!" "mai pupilla umana pote' contemplare tale perfezione!" Questo e' cio' che ognuno pote' provare nel contemplare l'insuperabile e l'ineguagliabile gioiello, tra i pochi che ebbero questa incomparabile fortuna..... |
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Alture Dormienti: barriera di basse montagne che separano la penisola di Árkon dal resto della Terra di Ikèsu. Rappresentavano da tempo immemorabile il confine tra le terre conosciute e l'ignoto.
Annaènteil:
GranSacerdotessa del tempio del Dio Ark, e madre di
Mcferr II.
Unica tra la sua gente a sposare un non "Servitore del Dio", convolò a nozze con
Evilàuroen, terzogenito del GranBenefattore
Ferrurnèat.
Nonostante anelasse lasciare al figlio la suprema carica del tempio, lo avviò invece alla cariera militare.
Ánnces:
figlia primogenita del
GranBenefattore
Mcferr II, riconosciuta come tale solo in seguito.
Gran Sacerdotessa dell'antichissimo culto di
Árkon, intraprese la carriera religiosa risalendo la gerarchia passo dopo passo, senza favoritismi, fino a ricoprire la carica suprema.
Di notevole intelligenza e forza di volonta', brama un seggio nel Gran Consiglio.
Árkean:
moneta corrente nel villaggio di Árkon.
Un àrkean d'aurghènteon valeva 12 àrkean d'oro, un àrkean d'oro 5 d'argento e un àrkean d'argento ne valeva 10 di rame.
Arknienen Ainìsha:
o "libro dell'ineguagliabile Ark".
Narra le gesta e le vicessitudini di uno dei piu' venerati Dei di tutta la "
Terra di Ikesu".
Árkon:
grosso villaggio commerciale sorto sull'izmo posto al centro della penisola omonima.
Un tempo era una cittadina florida ed opulenta, che commerciava con tutta la
Terra di Ikèsu.
[2] Penisola che si incunea nel mare come un brutto sgorbio scuro disegnato su di una bella pietra azzurra,
E' la punta più meridionale e più orientale al tempo stesso, di quel mondo raffigurato nella scacchiera, la casella numero nove.
Armigeri:
soldati al servizio del villaggio, una via di mezzo tra la guardia ed il gendarme.
Indossavano il tipico mantello azzurro con l'emblema del GranBenefattore ricamato sul petto, e fermato alla spalla sinistra da una fibbia metallica, sulla quale era disegnato un cavalluccio marino. Quella del capo era d'aurghènteon.
Portavano il capo scoperto e calzavano leggeri e morbidi stivali.
In dotazione avevano una corta spada ed un lungo pugnale.
Áshnash:
il conducente dell'incandescente carro alato che percorreva ogni giorno il cielo elargendo luce medicamentosa, prima della "lunga notte".
Al suo passaggio le piante crescevano rigogliose e verdeggianti, gli animi degli uomini si riempivano di calda letizia, e tutto si dipingeva di splendore.
Era il figlio prediletto della Dea
Laanu
, la bianca Signora dei bui prati della volta celeste, l'amata sposa del Dio Ark, il Signore di
Algàrean,
la stupenda città che un tempo sorgeva in fondo al mare.
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Áshnash, pugnale di:
artefatto di inestimabile potenza e bellezza, forgiato personalmente dal figlio del Dio Ark, nella sua segreta fucina. In seguito lo donò ad uno degli adepti più fedeli del padre, che lo trasmise al proprio sucessore, divenendo così uno dei segni di distinzione della carica più elevata del tempio del Dio Ark. Quando per scopi difensivi viene estratto dal Fodero degli Abissi, l'unico che può contenere le fiamme senza venir ridotto in cenere, La lama emana sfavillanti lingue di fiamme. Donando al portatore una possente sicurezza ed una indicibile forza d'animo, annulla l'azione offensiva di ogni altro pugnale, brandito o lanciato che sia, e può persino contrastare anche colpi inferti con spada. Ma La sua caratteristica principale è che non porta stanchezza di sorta, riuscendo così a donare l'energia per una difesa ad oltranza. Se brandito per scopi offensivi, o da un braccio non fedele al Dio, ogni potere verrà perduto ed avrà solamente un valore puramente artistico. |
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Aurghènteon:
preziosa lega metallica, composta da due parti d'argento, una d'oro, ed una quarta da un misterioso metallo conosciuto solo dagli artigiani e dagli orafi affiliati all'ordine dei "Detentori Del Punto Sacro".
Molto piu' prezioso dell'oro e dell'argento, Veniva soprattutto utilizzato per fabbricare oggetti di culto, o per abbellire manufatti fabbricati con metalli meno nobili.
Azmainìl:
vasta zona paludosa carica di insalubri miasmi e impenetrabili nebbie, creata dall'ampio delta del fiume Átsmai.
Situata a nord delle
Alture Dormienti, corrisponde alla casella numero 6, nella scacchiera della
Terra di Ikèsu.
Canto del globo di Mouhr:
antico canto di potere. Lo intonarono Uhàiri e Melien nel tempio sotterraneo.
Narrava come una notte il gigante, geloso della luna piena che rincorreva sorridente i luminosi fiori lungo i bui prati della volta celeste, si recò sulla cima del monte ai piedi del quale sorgeva la sua grande casa di pietra.
Volendo anch'esso partecipare ai giochi, prese mazzuolo e scalpello ed iniziò a scolpire nella grezza roccia un grande globo, e lo intagliò cosi' con cura,che quando diede l'ultimo colpo alla base per renderlo perfettamente sferico, esso gli sfuggi', ed inizio' a rotolare giu' per la montagna.
E ad ogni rimbalzo, ogni volta che ne sfiorava il fianco, tutto spaccava e frantumava.
Cosi', andò a terminare la propria folle corsa proprio sulla sua bella casa, dalle cento stanze e dai cento giardini, e tutto all'istante si tramutò in polvere.
Canto del sole nascente:
antichissimo canto di potere, che intonò Melien nel tempio sotterraneo.
Esso narrava come lo splendido Áshnash, a cassetta del suo incandescente carro alato, dopo aver aperto il grande portale d'aurghènteon, lasciava correre i divini destrieri alati lungo gli invisibili sentieri del cielo aperto.
Allora ogni cosa si destava.
L'argentina rugiada, dopo avergli amabilmente sorriso, si staccava dal tenero abbraccio col prato, e con un evanescente mutarsi in impalpabile fresco vapore, saliva a fargli compagnia, andandoglisi a sedere al fianco.
Ad ognuno le briciole dei sogni si staccavano dagli occhi, ed una genuina energia pulita pervadeva le membra.
Gettate le coltri, tutti gli esseri viventi correvano a spalancare le imposte della vita, ed ognuno al loro passaggio riceveva fiducia e letizia.
CompagniaOltremare:
un tempo potentissima corporazione mercantile.
Deteneva il monopolio dei traffici e dei commerci di tutta Árkon. Gestiva entrambi i porti, ed aveva relazioni commerciali con l'intera
Terra di Ikèsu.
Aveva un membro permanente nel Gran Consiglio, che in seguito perdette, così come perse la ricchezza e lo splendore di un tempo.
Cauàlana intramàni:
era l'oscuro ed impervio sentiero che permetteva ad un mortale di raggiungere il
Deiniyàva Urumatìye.
Molti oramai nella
Terra di Ikèsu
ne erano giunti a conoscenza,
ma pochi erano coloro che avevano osato percorrerlo.
Cutràyc:
GranLungimirante del tempio del Dio Ark,
Riuscì ad ottenere la supema carica del tempio, ma non il seggio nel Gran Consiglio poiche'
Annaènteil, a cui successe, lo lasciò al figlio
Mcferr II, molto prima che assumesse la carica di
GranBenefattore.
Da qui ripresero le ostilita' tra i "Servitori del Dio" e gli
Aèquanor.
Gran Consiglio:
supremo organo governativo di
Árkon
.
Era composto da quattro membri ognuno dei quali, tranne il Ministro delle Acque che veniva nominato dal
GranBenefattore
, designava il proprio successore.
In questo modo, questi ne aveva pressochè sempre il controllo poichè, in una votazione il cui risultato fosse di due contro due, il suo voto valeva doppio.
Anticamente i membri erano più numerosi, ma a causa della consuetudine per la quale ogni membro designava il proprio successore, a volte accadeva che due di essi ne designassero uno in comune, per cui il numero si riduceva di una unità.
Cosi' corporazioni potenti come mercanti, sacerdoti e armigeri, persero via via la loro rappresentanza.
GranBenefattore:
carica governativa per eccellenza di Árkon, e membro del Gran Consiglio.
Dei quattro membri, poteva nominare solo il Ministro Delle Acque, ma aveva pressoche' sempre il controllo di Árkon poichè in una votazione il cui risultato fosse di due contro due, il suo voto valeva doppio.
Deiniyàva na ulàeon:
gli "Dei immortali",o letteralmente: "i sublimi che non conoscono la morte".
Che fossero eterni era una convinzione molto diffusa, ma coloro che conoscevano gli antichi testi sapevano in realta' che la loro vita era si' assai lunga, ma che anch'essa aveva un termine.
Ma anche cosi' la loro vita era sicuramente invidiabile, poiche' era priva di malattie, tranne quelle della mente, e la vecchiaia si affacciava lieve solo negli ultimi anni.
Deiniyàva urumatìye:
o il sublime mondo degli Dei.
E' la città, il luogo, la dimensione, dove si pensava vivessero gli esseri immortali.
Evèinl Onàeger:
giovane
Ministro Delle Acque
del villaggio di
Árkon
, ed uno dei quattro membri del
Gran Consiglio
.
Viene da Mcferr anche confidenzialmente chiamato Evil, e nominato per altro suo successore, interrompendo così per la prima volta in tutta la storia di Árkon, una tradizione che si trasmetteva da sempre.
Evilànnail:
ultima Gran Sacerdotessa del tempio di Ark.
Per provare la sua purezza, si ferì gravemente gli occhhi, quando Si ostinò ad osservare l'incandescente carro alato nel suo primo apparire nel cielo dopo la "lunga notte".
Filastrocca degli elementi:
veniva insegnata dagli
Aikinyàsu agli alievi, affinché potessero apprendere con facilità l'ordine esatto dei cinque elementi che costituivano il mondo della materia.
GranLungimirante:
Suprema carica dei sacerdoti del tempio del Dio Ark.
Un tempo i GranLungimirante erano membri di diritto nel
Gran Consiglio.
Jindra Áamala:
la stupenda Dimora Sacra degli Dei.
La volta era cosi' alta, e di un cobalto cosi' intenso, che andava a confondersi con il cielo.
Le pareti di splendente
aurghènteon, erano solo tre.
Al posto della quarta v'era l'inconcepibile.
Chiunque ne volgesse lo sguardo, poteva solamente scorgere abbaglianti fulgori di nere fiamme piu' fredde del ghiaccio, ricoprirne l'intera estensione, a partire quasi senza soluzione di continuita' proprio nel punto in cui terminava il morbido pavimento piastrellato da impalpabili fili di verdissima erba.
Iaisiniàinit:
animali da soma, probabilmente incroci tra un'asina ed un cavallo.
Non erano in grado di trasportare grossi basti, ma erano molto docili e resistenti.
Ihmu Aièyon:
capo degli armigeri del GranBenefattore.
Capitanò gli armigeri nella spedizione che si proponeva di recuperare gli antichi forzieri nascosti nei sotterranei del Palazzo del Governo.
Calzavano morbidi e leggeri stivali, e alle cinture portavano una spada corta ed un lungo pugnale.
Si distinguevano da quelli del Ministro Delle Acque perche' indossavano lunghi mantelli azzurri con l'emblema del GranBenefattore ricamato sul petto, fermati alla spalla sinistra da una fibula di metallo, con il disegno di un cavalluccio marino sopra.
Ihmurnèat Anyàntalen:
Gran Maestro d'armi, ed uno degli otto membri del vecchio Gran Consiglio.
Precettore di
Mcferr II, lo iniziò ai piu' profondi segreti delle arti marziali,
conferendogli alla fine persino la nomina a suo sucessore.
Ikesu, Terra di:
antico nome della grande penisola in cui si svolsero gli avvenimenti qui narrati.
Secondo
Aenteillurnèat
E' la stessa che viene raffigurata nel gioco della scacchiera dalle nove caselle:
«Questa stessa pergamena, narra anche che la scacchiera fu disegnata ad immagine e somiglianza della Terra di Ikèsu, una grande penisola, circondata dal mare su tre lati, ed attaccata ad una ancor più grande terra, costantemente coperta di ghiacci, separata da essa da altissime montagne, con un altopiano al centro della dorsale. Le caselle uno, due e tre delle nostre scacchiere. E che la penisola di
Árkon è solo la numero nove, ed è anche la più piccola...»
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Laanu: la bianca Dea, Signora dei bui prati della volta celeste, amata sposa del Dio Ark, il Signore di Algàrean, la stupenda città che un tempo sorgeva in fondo al mare. |
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Luwuài:
grossi animali simili ai lupi, ma molto piu'grandi ed aggressivi.
Aggredirono la spedizione guidata da Evèinl Onàeger, mentre attraversava le Alture Dormienti
.
Meàdy Áymur:
armigero in congedo, fedele al GranBenefattore.
Si aggregò alla spedizione che si proponeva di recuperare gli antichi forzieri nascosti nei sotterranei del Palazzo del Governo.
Melien:
uno dei quattro membri del Gran Consiglio.
Si mormorava che fosse una potente maga, o una grande sacerdotessa, anche se nessuno mai seppe con certezza a chi dedicasse il suo culto.
Altri dicevano che conoscesse gran parte dello scibile, altri invece che lo catturasse dalle menti dei suoi interlocutori, perchè padroneggiava le arti che manipolano la mente.
Altri ancora giuravano che fosse una perfida strega, e che durante la "lunga notte" avesse, complice l'oscurità, compiuto atti orribili.
Quello che sconcertava era che, guardandola con attenzione, pareva confermare ogni singola diceria, suffragata dal fatto che non era possibile attribuirle nemmeno una approssimativa età.
Alcuni infatti dicevano che era vecchissima, e che non invecchiasse perchè succhiava la vita altrui, grazie ad oscuri riti magici, altri invece che era giovanissima, e che si era sostituita alla madre sottraendole la carica.
Partecipò alla spedizione che si proponeva di recuperare gli antichi forzieri nascosti nei sotterranei del Palazzo del Governo.
Ministro delle Acque:
carica governativa di Árkon, ed uno dei quattro membri del Gran Consiglio.
Era l'unica carica che veniva nominata direttamente dal GranBenefattore, mentre gli altri tre membri nominavano personalmente i loro successori.
Miyjìni:
figlia del Dio Ark, e della Dea Laanu.
Mooguur:
uomo di conoscenza.
Si distingueva da uno stregone, da uno sciamano, da un mago,
poichè poteva liberarsi dalla schiavitù della materia, con naturalezza,
senza sforzo, ogni qualvolta lo desiderasse.
Muàut:
grossa specie di animali famelici simili ai topi dal pelo corto color cenere bagnata, incontrati nei cunicoli dei sotterranei del Palazzo del GranBenefattore.
Pietre di Algàrean:
lastre quasi completamente trasparenti, costituite dello stesso materiale con cui il Dio Ark aveva costruito sul fondo del mare la sua splendida ed ineguagliabile dimora, quando un giorno Egli decise che non erano i cieli la casa degna di un Dio.
Qayh_nsillhnà:
capo degli
Waac_chif_inefarurà.
Rupe dell'Abete Marino:
è il luogo da cui si dipartiva una delle due aperture d'accesso del cunicolo che conduceva ai sotterranei del Palazzo del Governo.
L'altra via era segreta.
Sciakalà:
termine con cui in tutta la
Terra di Ikèsu si indicavano coloro che erano fisicamente proprieta' altrui, e che ne potevano disporre a loro piacimento.
Sciavalaana:
termine con cui in tutta la
Terra di Ikèsu
venivano chiamati coloro che venivano assoggettati da chi possedeva un potere mentale superiore.
Uhàiri Aèquanor:
nipote del GranBenefattore
Mcferr II, originalmente allievo segreto di Melien, che lo aveva anche nominato suo sucessore nel
Gran Consiglio.
Urusài:
enormi orsi che vivono sulle Alture Dormienti.
Waac_chif_inefarurà:
popolazione che oltrepassò le
Alture Dormienti
e che conquistarono
Árkon
.
Benchè molto giovane ed inesperta, decise di seguire il padre nel
Moiniyàva Urumatìye.
Si arrogò il titolo di
GranBenefattore
e ne occupò il seggio nel
Gran Consiglio
, riportandone per altro in numero dei membri da quattro, agli originali otto.
A differenza dei Sciavalaana che erano assoggetati da un potere mentale piu' forte, i Sciakalà potevano avere una volonta' propria.
A differenza degli Sciakalà che nonostante fossero fisicamente proprietà altrui, ma che possedevano volonta' propria, l'arbitrio degli Sciavalaana era completamente nullo.
Figlio di Áuroen Aèquanor, il figlio scomparso del GranBenefattore Mcferr II, l'ultimo suo figlio rimasto.
Nonostante sia l'ultimo legittimo Aèquanor, non riceve la sucessione dal nonno, interrompendo cosi' per la prima volta in tutta la storia di Árkon, una tradizione che si trasmetteva da sempre.
Furono avvistati per la prima volta durante la spedizione guidata da Evèinl Onàeger.
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